La pioggia obliqua va a segno, è quasi inutile l'ombrello Mi rifugio in un bar mezzo pieno Come il bicchiere di chi è già sereno Credo pure d'esserci già stato E non devo essermi divertito Non rimango scappo e mi bagno E mi sento solo come una single Con l'ovulazione in corso e corro con le dita sul vetro Della fermata ma mi fermo se Il mignolo rimane troppo indietro Altrimenti poi si sente solo Come un cannolo estradato in Germania Lontano dal proprio vassoio Solo come Charlot, Totò e la Monroe Come avrei voluto che Quei tre si incontrassero da me E io che uscivo dal frigo con la sciampagna e coi bignè E nessuno di noi sembra triste Totò fa penzolare le braccia Charlot sfoglia le mie riviste Marilyn mi massaggia la faccia E a favore di pubblico mi dà l'amore, suo, personale Quasi nuovo, io lo provo e glielo ridò subito Perché non sai mai quel che ti capita Fino a che non ti è capitato E anche quando poi in realtà ti capita Non capisci mai bene quel che ti è capitato La testa fra le nuvole, come Icaro Gli uccelli s'avvicinano e dicono: "Appena piove te ne torni a remi Da dove vieni che qui ci avveleni." "Cari uccellini, ho un cuore immenso Se avete tempo planateci dentro" Ma non ne hanno e, appena piove Mi scaricano alla prima stazione Il treno si muove con la corrente Sto attento a non toccare niente Che con la pioggia si prende la scossa Preferisco viaggiare per posta E non lasciare il circondario E girar su me stesso come il riflesso O l'orario o la cinta in vita o la clessidra Che impassibile gira sull'asse Non guarda giù e non ha paura Di quello che pensa chi la tormenta Come vorrei che mi insegnasse A non temere gli sguardi del vicino Io quando cammino solo sul viale della centrale io pur di non incontrare nessuno, sai Inseguo l'ombra che mi sta davanti e si infila in ogni buco come i guanti, la seguo se temo ma non metta qualche treno Perché non sai mai quel che ti capita Fino a che non ti è capitato E anche quando poi in realtà ti capita Non capisci mai bene quel che t'è capitato Perdo di vista il mio corpo Come se mi stesse girando attorno Ed è pieno di gente sana Parlano tutti nessuno con me Meglio così perché già il lunedì Ho finito le frasi per la settimana Fatemi spazio in questa schiuma Cerco la chiave per la mia fortuna L'ha smarrita un'anziana signora Che mi sbatteva cuscini e lenzuola Aiutatemi tutti, lenzuola cuscini Ma non statemi così vicini Più lontani che mi prendo male Più lontani, non so respirare Più lontani, ho la vista infinita: Cioè da vicino non ci vedo mica Non preoccupatevi se quando mangio Sembra che soffra, che stia litigando Con le posate non è anoressia È la miopia, presbiopia Mi muovo senza un senso come un sordo in città E cerco le radici di menta che sanno Di tutto quanto tranne che di menta Anch'io lo so bene com'è dura Crescere dentro all'inquinamento Ma se non si lamenta la menta Perché dovrei lamentarmene io? Tutto è bene quel che sa di buono Massaggio la mano senza farmi male Mi strizzo la pelle, qualche cl e non è poi così male So di pelle come una giacca di pelle O di pelle, so di pelle come una giacca di pelle...